top of page

LATest e-bulletin Marzo '26

  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 11 min

Aggiornamento: 23 ore fa


Non fatevi sfuggire gli infiniti prodotti turistici innovativi messi a punto da LAT. Dal turismo lento ai tour lontani dalla folla, da un sistema agile di partenze modulari programmate in diverse lingue a pacchetti dedicati ad arte, architettura, attività all'aperto, esperienze, gastronomia ed istruzione, solo per citarne alcuni!

Tutte le nostre offerte includono un contributo ambientale @ LAT Climate Contribution, con tutte le emissioni calcolate e compensate attraverso progetti in collaborazione con Climate Partners.



In questo numero: ① Citazione del mese ② Storia di un diavolo custode ③ Lasciamo che Mickey costruisca mentre Donald distrugge ④ Koh Tao: immergersi con consapevolezza ⑤ Bali e la tradizione Keliki: un’arte da tramandare ⑥ LATest News ⑦ La leggenda del lago di Toba: una promessa infranta ⑧ SEZ Johor-Singapore ⑨ L’aeroporto di Changi stabilisce un nuovo record ⑩ Singapore punta sui giovani professionisti



I due elementi più comuni nell’universo sono l’idrogeno e la stupidità.

Harlan Ellison


Storia di un diavolo custode

Esce a marzo l’autobiografia fantastica di Fabio Delisi (Direttore e CEO del Gruppo LAT): Ube Zleb, Storia di un diavolo custode edito da Versante Sud. In questo racconto si manifesta palesemente la tensione tra il timore per l’imprevisto e l’eccitazione che esso stesso genera, provata e vissuta intensamente dal personaggio principale della vicenda.


Tensione così vibrante da scaturire in un progredire controcorrente, seguendo un percorso dettato dall’intuizione prima istintiva e poi riflessiva piuttosto che guidato dall’accettazione di un ordinamento comodamente ma illusoriamente rassicurante, dell’adagiarsi nella conformità di gruppo.


La si avverte evidente già dalle prime pagine e accompagna il lettore sino alle ultime battute. Tale tensione incalza ad ogni svolta, racchiusa in ogni angolo, trasportando chi legge attraverso un continuo desiderio di muoversi fisicamente e metafisicamente oltre al prestabilito e allo scontato.


Il protagonista del racconto ed interprete letterario dell’esperienza di vita di Fabio, è allergico allo stantìo. Lo supera grazie a Ghaber, mano esecutrice di Ube Zleb, il diavolo custode che aiuta chi lo percepisce e lo accoglie tra sue pieghe.


Una cavalcata attraverso le perplessità provocate dalle rassicuranti ma ingannevoli apparenze e promesse del convenuto sociale, del gruppo, del campanile e dai contenitori culturali formatosi nella lunga accettazione passiva della mitologia dell’ordinamento sociale, di gruppo e famiglia.


Da questo punto di vista Il Flusso di Ube Zleb è un racconto in cui molti coetanei di Fabio (i nati tra gli anni Cinquanta e Sessanta) si ritroveranno agevolmente, ma che è stato elaborato e scritto soprattutto per le generazioni più giovani, con un messaggio esplicito di non accettare - e soprattutto di non dare per scontato - ciò che appare e che viene mostrato tutti i giorni. Di lasciare invece tutte le porte e le finestre aperte permettendo alle correnti di fluire liberamente senza timore di lasciarsi andare fiduciosi all’abbraccio di Ube.


In quell’abbraccio si trova noi stessi, e la fiducia in ciò che siamo e desideriamo fare in maniera consapevole.


Fabio vive a cavallo di due secoli e due millenni. Tra l’era analogica e quella digitale, dagli anni della guerra fredda all’avvento della globalizzazione, tra miti effimeri e millenarie saggezze.


Nato nel 1958 in Brasile, trascorre la prima infanzia in Argentina, per poi trasferirsi in Italia, a Roma, dove ha vissuto fino all’età di trent’anni. Da allora vive nel Sud-Est asiatico, e attualmente risiede a Kuala Lumpur dedicandosi ad una vita d’impresa nel settore turistico a guida del Gruppo LAT. La montagna e l’alpinismo sono stati per lui elementi formativi fondamentali. Ad entrambi Fabio ha dedicato appassionatamente e senza tregua quindici anni della sua vita, quelli dall’adolescenza alla maturità di giovane uomo.


Più di settecento ascensioni nelle Alpi e nel mondo e numerose “prime” di alto livello tecnico ambientale ne hanno fatto un alpinista rinomato nell’Italia degli anni Ottanta.


Ha anche professato il mestiere di guida alpina, esperienza che lo ha portato a riflettere intensamente su quegli anni innescando le scelte e gli avvenimenti a seguire.


È nato maschio sebbene nel tempo abbia imparato che la sua natura e sensibilità trascendono questo genere. Il suo trascorso alpinistico è sfociato in una vita d’impresa nel turismo, di arte pittorica e di scrittura nei tropici caldi e umidi.


Il transito è la sua condizione; la mobilità è l'espressione fisica del suo progredire, emotivo, in fuga da una sedentarietà inaccettabilmente malinconica.


La casualità degli eventi ha fatto sì che Fabio sia transitorio dentro e fuori, ponendolo, fisicamente e spiritualmente in transito permanente; nel tempo, nello spazio, nel sesso, nei sentimenti; polivalente, senza alcuna definizione, sempre alla ricerca di un pronome adatto che, ormai se ne è accorto, non esiste!



Lasciamo che Mickey costruisca mentre Donald distrugge

La Thailandia sta valutando una visione ambiziosa: portare il primo Disneyland del Sud-est asiatico, vicino a Bangkok. Lontano dall’essere soltanto un parco a tema, il progetto mira a rivitalizzare il turismo, sviluppare l’industria dell’intrattenimento e rafforzare le infrastrutture regionali.


Il turismo è da sempre uno dei pilastri centrali dell’economia thailandese, rappresentando quasi il 20% del PIL, e il Paese è pienamente consapevole di quanto dipenda da questo settore. Tuttavia, alcune difficoltà recenti — tra cui un baht forte, tensioni di confine con la Cambogia e preoccupazioni legate alla sicurezza — hanno rallentato la crescita. Lo scorso anno sono arrivati circa 33 milioni di visitatori stranieri, quasi il 20% in meno rispetto al picco del 2019. Sebbene il governo speri in una ripresa del 10% nel 2026, le proiezioni suggeriscono che i numeri potrebbero rimanere sostanzialmente stabili. Questo rallentamento evidenzia l’urgenza di rilanciare il turismo non come semplice ritorno al passato, ma come opportunità strategica per innovare, attrarre nuovi pubblici e rafforzare le economie locali.


In questo contesto, Disneyland rappresenta molto più di un progetto di intrattenimento. Riflette l’approccio deliberato della Thailandia nel valorizzare grandi marchi globali e infrastrutture strategiche per sostenere un’economia in cui il turismo svolge un ruolo centrale, collegando crescita economica, esperienze culturali e benefici per le comunità locali. L’ampiezza del progetto solleva inevitabilmente interrogativi sullo stato attuale del mercato, che non ha ancora recuperato i livelli prepandemia, e sulla solidità della ripresa regionale necessaria ad attrarre un investimento di lungo periodo di questa portata da parte di Disney.


La vera sfida non sarà semplicemente costruire nuove attrazioni, ma integrare il progetto nel tessuto sociale ed economico della Thailandia, assicurando che il turismo continui a essere, oggi e in futuro, sia un motore culturale sia un motore economico per il Paese.



Koh Tao: immergersi con consapevolezza 

Koh Tao, una piccola isola nel Golfo di Thailandia, è da tempo famosa per le sue acque cristalline e la sua ricca vita marina. Negli ultimi anni, tuttavia, il paesaggio sottomarino è diventato più di un semplice sfondo scenografico: si è trasformato in un barometro di sostenibilità e in un laboratorio per comunità, turismo e tutela ambientale.


I banchi corallini dell’isola, tra le più frequentate dai subacquei di tutto il mondo, hanno subito gravi danni a causa dell’aumento delle temperature marine, dell’inquinamento e dell’intenso traffico turistico. Eppure le autorità e hanno scelto di non restare una semplice platea passiva. Oggi scuole di immersione e organizzazioni locali stanno trasformando i visitatori in partecipanti attivi nella conservazione marina. Dalle eco-immersioni e dalle pulizie subacquee settimanali ai corsi di ripristino dei coralli e ai programmi di educazione ambientale, i subacquei diventano custodi temporanei della vita marina che incontrano.


Questo movimento rappresenta molto più di una semplice iniziativa ecologica. Segnala un cambiamento culturale: il turismo non è più soltanto consumo della natura, ma un’opportunità per sviluppare consapevolezza, responsabilità e partecipazione comunitaria. Ogni immersione diventa un piccolo gesto di protezione, ogni visitatore un potenziale ambasciatore del mare.


Il modello di Koh Tao sta già ispirando altre destinazioni in Thailandia, da Pattaya a Koh Phi Phi, dimostrando che sostenibilità e turismo possono crescere insieme, generando impatti positivi sia per gli ecosistemi sia per le economie locali. La sfida futura sarà coinvolgere un numero ancora maggiore di residenti, affinché la tutela ambientale diventi parte integrante della cultura dell’isola, permettendo alle generazioni future di vivere e apprezzare questi tesori marini.




Preservare la tradizione Keliki a Bali

Nel villaggio di Keliki, nei pressi di Ubud, le scuole d’arte locali svolgono un ruolo silenzioso ma fondamentale nella tutela dell’intricata tradizione pittorica Keliki. Sviluppatosi negli anni Settanta, questo stile si è progressivamente identificato con il villaggio, ottenendo riconoscimento anche tra collezionisti al di fuori di Bali. Caratterizzate da linee tracciate a mano di straordinaria finezza, le opere Keliki raffigurano scene della vita quotidiana balinese — contadini nelle risaie, rituali nei templi, danzatori nel pieno della loro esibizione — accanto a elementi della mitologia induista.


Dopo un iniziale successo, il mutare dei gusti e l’evoluzione della domanda turistica hanno determinato un calo dei redditi, mettendo l’arte a rischio di scomparsa. Per reagire a questa fase di declino, sono state istituite scuole che offrono lezioni gratuite pomeridiane ai bambini del luogo, con l’obiettivo di garantire la continuità della tradizione. Oggi gli studenti apprendono la disciplina necessaria per padroneggiare lo stile miniaturistico, un processo che richiede anni di pratica costante.


Sostenuta in parte dalla vendita delle opere e da collaborazioni con resort nelle vicinanze, l’iniziativa riflette un modello più ampio di turismo radicato nella cultura locale. Più che considerare l’arte come semplice prodotto da souvenir, queste scuole ne rafforzano il valore quale espressione viva dell’identità balinese. In un momento in cui Bali affronta crescenti pressioni legate all’overtourism e alla mercificazione della cultura, tali iniziative dimostrano come tutela del patrimonio e coinvolgimento dei visitatori possano convivere — non come spettacolo, ma come continuità.





Tante buone ragioni per lavorare con LAT

Fondata nel 1991​.

Di proprietà e gestione indipendente.

Interamente B2B con partner del settore turistico.

Sistema di prenotazione online con conferma immediata di hotel, tour e trasferimenti.

Lunga esperienza nel settore MICE. ​​ Personale di prenotazioni competente ed efficiente. ​​Pienamente impegnati nella CSR.

Accesso diretto a un vasto network di collaboratori professionisti locali.

Prenotazioni e pagamenti centralizzati per tour multi-destinazione.

Assistenza 24/7 in 4 lingue diverse. Ampia selezione di partenze di gruppo programmate e modulari.

Cinque boutique hotel di proprietà.

Proprietaria di uno yacht di lusso Phinisi.

Contributo Climatico per tutti i pacchetti e servizi offerti.

Applicazione LAT con itinerari informazioni aggiornati (Apple e Play Store).



IL CANTASTORIE

La leggenda del lago di Toba: una promessa infranta

Le leggende fanno parte della storia dell’umanità. I cantastorie sono sempre stati al centro degli insediamenti umani, soprattutto prima del grande processo di globalizzazione iniziato con l’era delle esplorazioni e del colonialismo. La tribù dei Batak non era da meno.


I Batak sono un’etnia austronesiana del nord di Sumatra e si suddividono in numerose sottotribù, tra cui Toba, Karo, Mandailing, Simalungun e Pakpak. Nei pressi del celebre Lago Toba, i Batak Toba vivevano in un perpetuo equilibrio tra guerra e pace, tra espansione territoriale e difesa dei propri confini.

I vari re che si succedettero nel corso degli anni avevano l’arduo compito di mantenere questo equilibrio in un mondo complesso e in continuo cambiamento. La loro religione era animista; l’influenza del cristianesimo sarebbe arrivata soltanto nel XIX secolo. E, come tutti i popoli animisti, possedevano un ricco patrimonio di miti e racconti tramandati oralmente.


L’origine del Lago Toba, per esempio, è una delle storie più affascinanti dell’intera Indonesia. È una leggenda che parla dell’importanza delle promesse e delle conseguenze delle parole pronunciate con leggerezza.


Molto tempo fa, in un piccolo villaggio del nord di Sumatra, viveva un giovane contadino povero ma molto laborioso di nome Toba. Un giorno, mentre pescava in un fiume, tirò su un pesce dorato dalle scaglie scintillanti. Affamato, decise di cucinarlo, ma appena entrò nella sua capanna accadde qualcosa di straordinario: il pesce si trasformò in una donna bellissima.


La donna spiegò di essere una creatura magica, vittima di un incantesimo malevolo. Per ringraziarlo di averla liberata, accettò di sposarlo, ma a una condizione: Toba non avrebbe mai dovuto rivelare a nessuno la sua vera origine.


Il giovane accettò, e per alcuni anni vissero felici. Ebbero un figlio, Samosir, che però si dimostrò pigro e poco responsabile. Un giorno Toba gli chiese di portare il pranzo nei campi. Durante il tragitto, il ragazzo mangiò quasi tutto il cibo e arrivò dal padre con il cestino quasi vuoto.


Toba, esasperato dal comportamento del figlio, perse il controllo e gridò: «Sei proprio figlio di un pesce!»


Nel momento stesso in cui pronunciò quelle parole, capì di aver infranto la promessa. Ma era ormai troppo tardi.


Il cielo si fece scuro, nuvole nere coprirono il sole e la moglie tornò alla sua forma originaria. Prima di scomparire, disse al figlio di salire sulla collina più alta. Subito dopo, una pioggia torrenziale iniziò a cadere senza sosta, finché l’intera valle fu sommersa, formando un immenso lago.


Quel lago è oggi il Lago Toba. E l’isola che si trova al suo centro, Isola di Samosir, secondo la leggenda sarebbe la collina sulla quale il bambino trovò rifugio e si salvò.




IN EVIDENZA

SEZ Johor-Singapore

La Zona Economica Speciale (SEZ) Johor-Singapore sta registrando un crescente interesse da parte degli investitori, con oltre 4,3 miliardi di dollari statunitensi già impegnati, mentre un numero sempre maggiore di aziende legate a Singapore sta stabilendo le proprie attività a Johor. Concepite per valorizzare i vantaggi comparativi di entrambe le parti — l’accesso al capitale e la solidità istituzionale di Singapore, insieme alla disponibilità di terreni, ai costi competitivi e alle possibilità di espansione offerte da Johor — la SEZ mira ad affermarsi come un corridoio strategico di crescita per l’ASEAN, piuttosto che come una semplice replica della “Shenzhen malese”. I primi investimenti riguardano settori quali data center, manifattura ad alta tecnologia e logistica. L’area è sostenuta da misure politiche coordinate, quadri normativi semplificati e incentivi fiscali mirati, volti a migliorare l’efficienza delle operazioni transfrontaliere. L’iniziativa si inserisce in un più ampio processo di integrazione regionale, finalizzato ad attrarre capitali multinazionali, rafforzare la connettività — in particolare attraverso il Rapid Transit System previsto per il 2027 — e costruire un ecosistema economico più integrato tra Malesia e Singapore.


L’aeroporto di Changi stabilisce un nuovo record

L’aeroporto di Changi a Singapore ha raggiunto nel 2025 un nuovo massimo storico, con 69,98 milioni di passeggeri, in crescita del 3,4% rispetto al 2024, sostenuto da una domanda di viaggio robusta e da una connettività sempre più ampia. Anche i movimenti aerei sono aumentati del 2,2% su base annua, arrivando a 374.000. Dicembre 2025 si è confermato il mese più intenso dell’anno, con 6,3 milioni di passeggeri e oltre 223.000 viaggiatori nel giorno di punta, il 20 dicembre, il sabato precedente al Natale.

Tra i principali mercati figurano Cina, Indonesia, Malesia, Australia e India, con la Cina a guidare la crescita. Nel corso dell’anno, Changi ha ampliato la propria rete con 13 nuove rotte verso città in Asia ed Europa, accogliendo anche nuovi vettori, rafforzando ulteriormente il suo ruolo di hub strategico nel Sud-Est asiatico.


Singapore punta sui giovani professionisti

Singapore rafforza la propria attenzione verso i viaggiatori tra i 25 e i 39 anni, una fascia demografica che nel 2025 ha rappresentato oltre il 40% degli arrivi internazionali. Attraverso la campagna globale We don’t wait for fun, il Singapore Tourism Board (STB) mira a trasformare la crescente capacità di spesa e l’elevata propensione al viaggio di questo segmento in prenotazioni concrete in nove mercati chiave, tra cui Cina, Indonesia e India. L’iniziativa ha fatto leva su grandi eventi come la tappa asiatica del tour di Lady Gaga, il Grand Prix Season Singapore e la Singapore Art Week, che combina concerti, eventi esperienziali ed esperienze gastronomiche immersive. Con un ampliamento delle attività digitali in tutta l’Asia nel 2026, STB posiziona Singapore come destinazione di esperienze autentiche e orientate alla scoperta personale — dai tour nei quartieri storici alle lezioni di snowboard — in linea con la strategia Tourism 2040 volta a sostenere la crescita degli arrivi e delle entrate del settore.




Tutta la nostra offerta per viaggiatori individuali e di gruppo, nonché per il mercato MICE, è basata su un programma di contributo climatico. Ciò significa che una parte delle emissioni di gas serra che verranno generate viene compensata da progetti in collaborazione con Climate Partner, uno dei principali fornitori di soluzioni per la protezione del clima per le aziende.


Le emissioni generate vengono compensate sostenendo un progetto di conservazione forestale certificato da terze parti in Indonesia. Questa iniziativa svolge un ruolo fondamentale nella protezione dell’habitat degli oranghi in pericolo critico di estinzione, preservando al contempo la biodiversità e mantenendo importanti pozzi di assorbimento del carbonio. Prevenendo la deforestazione e promuovendo un uso sostenibile del suolo, il progetto contribuisce a ridurre le emissioni di CO₂ e sostiene la resilienza a lungo termine degli ecosistemi indonesiani.


Da oltre trent'anni, Lotus Asia Tours fornisce servizi e assistenza ai viaggiatori di tutto il mondo, specializzandosi nella progettazione e realizzazione di eventi aziendali, attività, tour incentive e viaggi motivazionali, mirati ai mercati FIT, GIT e MICE, in Indonesia, Malesia, Singapore, e Indocina. Il gruppo gestisce anche cinque boutique hotel in Indonesia, a Lombok, Bali, Sulawesi, Papua e Maluku, oltre a uno yacht di lusso a vela con sette cabine.


Per saperne di più sul nostro marchio, visitate il nostro sito Web o contattateci direttamente; non vediamo l'ora di sapere come potremmo contribuire a rendere il vostro prossimo viaggio, tour o evento memorabile e di successo.


Corporate Office

D-5-4 Megan Avenue 1, 189 Jalan Tun Razak, 50400 Kuala Lumpur, Malaysia

T: +60 (0)3 21617075 · E: latgroup@lotusasiatours.com



I NOSTRI ALBERGHI E IL NOSTRO YACHT DI LUSSO

Cliccate qui per ulteriori dettagli sui nostri alberghi.

Cliccate qui per ulteriori dettagli sul nostro yacht di lusso.



Commenti


Lotus Asia Tours

  • Instagram
  • Facebook
  • LinkedIn
  • Youtube
_edited.png
Pata.png
SITE.png
Lotus Resort.avif

ISCRIVETEVI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Tipo di Entità

ISCRIVETEVI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Tipo di Entità
  • Instagram
  • Facebook
  • LinkedIn
  • Youtube
_edited.png
SITE.png
Pata.png
Lotus Resort.avif
bottom of page