LATest e-bulletin Dicembre '25
- Gabriele Di Terlizzi

- 8 dic 2025
- Tempo di lettura: 10 min
Non fatevi sfuggire gli infiniti prodotti turistici innovativi messi a punto da LAT. Dal turismo lento ai tour lontani dalla folla, da un sistema agile di partenze modulari programmate in diverse lingue a pacchetti dedicati ad arte, architettura, attività all'aperto, esperienze, gastronomia ed istruzione, solo per citarne alcuni!
Tutte le nostre offerte includono un contributo ambientale @ LAT Climate Contribution, con tutte le emissioni calcolate e compensate attraverso progetti in collaborazione con Climate Partners.
In questo numero ① Citazione del mese ② Una riflessione per il nuovo anno ③ Carnevale di Jember, Indonesia ④ Sulla strada per l’inferno in stile tailandese ⑤ Malesiano o calciatore? ⑥ L’economia di Singapore continua a crescere ⑦ Prima tassa sul carburante verde ⑧ Alluvioni in Indonesia, Malaysia e Tailandia
Chiunque può essere un cialtrone; ci vuole un enorme sforzo per restare un uomo civilizzato.
Leonard Woolf
Notizie e Aggiornamenti LAT
Non perdete le ultime novità dalle nostre destinazioni, dai nostri partner e dai nostri team. Visitate la sezione News per scoprire nuove aperture, tendenze di viaggio, lanci di prodotti e storie dietro le quinte che vi tengono connessi al nostro mondo. Cliccate il link qui sotto!
Un volo verso un futuro più verde: riflessioni per il nuovo anno
Mentre l’anno volge al termine, è naturale fermarsi a riflettere, non solo su ciò che abbiamo realizzato, ma sulla direzione verso cui ci stiamo muovendo. Nel mondo dei viaggi, gli ultimi mesi ci hanno ricordato una verità semplice ma potente: i cieli e le terre che condividiamo appartengono a tutti noi, e le scelte che facciamo oggi si propagano ben oltre aeroporti e rotte aeree.
L’industria dei viaggi è sempre stata qualcosa di più di macchine in volo o a terra. È connessione, opportunità, possibilità. Il nostro settore unisce continenti, avvicina persone e culture diverse, alimenta economie e apre le porte a nuove esperienze. Ma è anche una responsabilità. Il modo in cui tutti i segmenti del nostro settore si muovono, investono e innovano ha conseguenze sulle comunità, sugli ecosistemi e sul clima che ci sostiene.
Le recenti discussioni internazionali hanno evidenziato che nessun singolo segmento, Paese o organizzazione può affrontare queste sfide da solo. Le soluzioni devono essere globali, coordinate e ponderate. Azioni frammentate possono dare l’illusione del progresso, ma raramente offrono la scala o l’equità di cui il pianeta ha bisogno. Il messaggio è chiaro: quando la nostra industria agisce unita, prospera; quando agisce in isolamento, il progresso vacilla.
Al centro di questa visione vi è un impegno alla coesione e alla responsabilità condivisa. Un quadro unico e riconosciuto a livello globale garantisce che gli sforzi non si sovrappongano, che gli investimenti raggiungano progetti che riducono davvero le emissioni e che i benefici del progresso siano condivisi, soprattutto con i Paesi in via di sviluppo, spesso più colpiti dai cambiamenti climatici. I mercati del carbonio, progettati con cura e verificati con rigore, offrono una via da seguire: un modo per ridurre l’impronta del nostro settore finanziando al contempo lo sviluppo sostenibile, creando posti di lavoro e trasferendo tecnologia dove è più necessaria.
È altrettanto importante comprendere che il cambiamento reale richiede più di norme e regolamenti. Richiede una cultura, un’assunzione di responsabilità a livello di settore, il riconoscimento che ogni decisione conta. Tasse frammentate o prelievi occasionali possono sembrare soluzioni, ma rischiano di deviare risorse da azioni significative e di indebolire la connettività stessa che la nostra industria garantisce. L’obiettivo è l’equilibrio: una connettività fiorente unita a una genuina responsabilità climatica.
In questa prospettiva, i recenti appelli alla cooperazione globale assumono un valore quasi simbolico, nel miglior senso del termine. Segnano un momento in cui il settore riconosce collettivamente il proprio potenziale, il proprio dovere e la propria opportunità. Ci ricordano che possiamo essere una forza positiva, non solo nel connettere le persone, ma nel collegare le nostre aspirazioni alle azioni che plasmano un futuro sostenibile.
Con l’avvicinarsi del nuovo anno, questa riflessione offre un messaggio di speranza. Che possa essere un inizio propizio, un dolce promemoria che scelte migliori, sforzi coordinati e responsabilità condivisa possono condurre a cieli più puliti e comunità più forti. Che possa ispirarci ad abbracciare la collaborazione, l’azione consapevole e una visione del turismo non solo come servizio, ma come custode del mondo che condividiamo.
Nei mesi a venire, la sfida è chiara, ma altrettanto chiaro è il cammino: volando insieme — in senso letterale e figurato — possiamo trasformare il modo in cui il nostro settore si muove, cresce e si prende cura del pianeta. Ci ricorda ciò che è possibile quando unità, responsabilità e speranza guidano ogni nostra decisione.
Alla LAT stiamo da tempo applicando misure di sostenibilità complete, con obiettivi e traguardi di grande portata. Tutta la nostra offerta per viaggiatori liberi e indipendenti, gruppi e MICE si basa su un programma di Contributo Climatico. Ciò significa che parte delle emissioni di gas serra generate viene compensata attraverso progetti certificati quali il progetto di cooperazione forestale in Indonesia.
Carnevale di Jember, Indonesia

Ogni agosto, nella provincia di Giava Orientale, la città di Jember si trasforma in una spettacolare passerella a cielo aperto in occasione del Carnevale di Tendenza di Jember, una vivace celebrazione di arte, cultura e comunità che, con discrezione, è cresciuta fino a diventare uno dei più grandi e fantasiosi carnevali al mondo.
Ciò che nel 2002 era iniziato come una singola parata si è evoluto in un festival di tre giorni articolato in cinque segmenti tematici: il Carnevale per i Bimbi, Per gli Animali Domestici, per il Meraviglioso Arcipelago Indonesiano, per l’Arte e in fine il Grande Carnevale. Ogni anno oltre 2.300 partecipanti e centinaia di volontari danno vita all’evento, con costumi realizzati artigianalmente e indossati una sola volta. L’intera città partecipa, trasformando la via principale di Jember in una passerella lunga 120 metri, fiancheggiata da migliaia di spettatori.
L’Artwear Carnival è il cuore creativo del festival, dove vengono presentati i design di talenti contemporanei indonesiani e internazionali. Il Grand Carnival chiude poi la celebrazione con creazioni spettacolari in stile Martedi` Grasso, alcune delle quali arrivano a pesare fino a 20 chilogrammi.
Il carnevale continua a prosperare. Una collaborazione culturale con il Giappone, guidata dalla Sakuranesia Foundation, ha ampliato il suo fascino internazionale, portando nella manifestazione artisti, acrobati e perfino un grande spettacolo pirotecnico giapponese. Questa cooperazione interculturale appare naturale agli abitanti, molti dei quali sono cresciuti con la cultura pop giapponese.
Un numero crescente di personalità, modelli, cantanti e reginette di bellezza indonesiane considera il carnevale un appuntamento imperdibile, aggiungendo un tocco di glamour a un evento già ricco di teatralità. Anche i visitatori e i designer internazionali se ne sono accorti, elogiando la creatività e la professionalità del carnevale.
Nel corso degli anni, i costumi di Jember hanno ottenuto riconoscimento globale nei principali concorsi di bellezza, rafforzando la presenza culturale dell’Indonesia sulla scena mondiale. Man mano che l’influenza dell’evento si estende a parate a Singapore, negli Stati Uniti e in Cina, il suo ruolo come strumento di diffusione di cultura indonesiana diventa sempre più evidente.
Per Jember, il carnevale rappresenta al tempo stesso opportunità e aspirazione. I leader locali sperano che la città possa svilupparsi come polo creativo e come porta d’accesso per visitatori alla ricerca di un’autentica esperienza indonesiana oltre alle consuete mete turistiche del Paese.
Sulla strada per l’inferno, versione tailandese

Il Wat Mae Kaet Noi, un tempio dall’aspetto tranquillo appena fuori Chiang Mai, nasconde un giardino che dà l’impressione di aver imboccato la strada sbagliata, dritta all’inferno.
I “giardini dell’inferno” non sono rari in Thailandia, ma questo rinuncia del tutto alla simbologia e punta direttamente al realismo da film horror. I peccatori sono ovunque: l’ubriaco riverso sulle sue bottiglie, i ladri a cui vengono segate le mani (con tanto di effetti sonori attivati a moneta) e un monito da incubo contro l’aborto. Ogni scena è più cruda della precedente.
La mente dietro a tutto ciò è il monaco anziano del tempio, che racconta di aver avuto un sogno vivido che lo ha spinto a costruire il luogo come guida morale per la comunità locale. E la gente arriva davvero: famiglie, insegnanti, bambini. Niente dice “comportati bene” come vedere i bulli della scuola rappresentati come futuri spiedini infilzati con ami da pesca.
Il giardino distribuisce ammonimenti democraticamente: giudici corrotti si vedono strappare la lingua, brontoloni cronici si ritrovano la bocca sigillata, e per i peccati di natura sessuale… beh, gli scultori si sono chiaramente divertiti. Non manca nemmeno il commento sociale: uomini d’affari che cavalcano le spalle dei contadini, oppure rivali politici delle fazioni rosse e gialle che marciano insieme sotto un fiducioso “we can change”.
Il gran finale? Peccatori che bollono in un enorme calderone, con gli occhi che si illuminano di rosso quando si inserisce una moneta. La sottigliezza non è prevista.
Dopo un’ultima tappa nell’angolo dedicato al “paradiso” — un’oasi di calma con statue del Buddha — è difficile non sentirsi allo stesso tempo scossi e stranamente rincuorati. Se l’obiettivo è migliorare i comportamenti, questo posto manda il messaggio forte e chiaro: raddrizza la tua condotta, o finisci nel pentolone.
C’è di cui pensare.
Tante buone ragioni per lavorare con LAT
Fondata nel 1991. Di proprietà e gestione indipendente. Interamente B2B con partner del settore turistico. Sistema di prenotazione online con conferma immediata di hotel, tour e trasferimenti. Lunga esperienza nel settore MICE. Personale di prenotazioni competente ed efficiente. Pienamente impegnati nella CSR. Accesso diretto a un vasto network di collaboratori professionisti locali. | Prenotazioni e pagamenti centralizzati per tour multi-destinazione. Assistenza 24/7 in 4 lingue diverse Ampia selezione di partenze di gruppo programmate e modulari. Cinque boutique hotel di proprietà. Proprietaria di uno yacht di lusso Phinisi. Contributo Climatico per tutti i pacchetti e servizi offerti. Applicazione LAT con itinerari informazioni aggiornati (Apple e Play Store). |
IL CANTASTORIE
Malesiano o calciatore?
Joao Figueiredo è diventato cittadino malesiano il 3 giugno. Una settimana dopo era già celebrato come eroe nazionale. Ha segnato il gol d’apertura contro il Vietnam, dando il via a un 4–0 travolgente e regalando ai malesiani una delle notti più indimenticabili della recente storia calcistica. Una storia bellissima… o almeno lo era, prima che esplodesse in faccia a tutti.
Perché quella vittoria gloriosa? Beh, non era esattamente un “Malaysia Boleh” (La Malesia Può). La squadra aveva schierato cinque giocatori diventati magicamente cittadini malesiani solo una settimana prima (più altri due all’inizio dell’anno). Nessuno di loro è nato in Malaysia, ma a quanto pare ognuno aveva un nonno da qualche parte su suolo malesiano — o almeno così aveva assicurato la Football Association of Malaysia (FAM).
La FIFA, però, non ha bevuto la favola. Dopo un reclamo anonimo, ha indagato e dichiarato la Malaysia colpevole di aver falsificato documenti. “Un semplice e puro atto di frode”, hanno detto — che, in linguaggio FIFA, significa “vi abbiamo beccati con le mani nel sacco”. La FAM è stata multata, i giocatori sospesi per un anno e tutta la faccenda è finita nelle mani delle autorità locali.
Il 17 novembre la FIFA ha pubblicato il suo rapporto, e diciamo che i colpi di scena non sono mancati. Per cominciare, la nonna del signor Figueiredo a quanto pare non era affatto di Johor, ma di Minas Gerais, in Brasile — una piccola discrepanza geografica. Problemi simili sono emersi per tutti e sette i giocatori con la presunta ascendenza malesiana. Per di più, i giocatori non avevano idea di cosa stessero firmando, perché i moduli erano in malese, una lingua che nessuno di loro parla. D’ altronde sono calciatori non pensatori. Quattro non avevano mai giocato per un club malesiano prima di rappresentare improvvisamente il Paese; tre si erano uniti a un club solo nel 2025.
La Malaysia insiste di non aver fatto nulla di male. Il ministero degli interni ha dichiarato che i giocatori hanno seguito un “processo rigoroso”, mentre la FAM afferma che farà appello al Tribunale Arbitrale dello Sport, pur ammettendo che potrebbe esserci stato un “errore tecnico”. Nel frattempo, il ministero dello sport ha congelato i finanziamenti alla FAM, probabilmente l’unico elemento della vicenda che non ha sorpreso nessuno.
Naturalmente, i malesiani sono furiosi. Chiedono teste che cadano alla FAM e al ministero degli interni. La nazionale era vicina a qualificarsi per la Coppa d’Asia, un’impresa rara, ma una penalizzazione per questo circo burocratico potrebbe mandare tutto in fumo. Come ha osservato un commentatore locale, “Il Paese non ripone molte speranze nella capacità della federazione calcistica di gestire il calcio, ma anche secondo i loro standard questo scandalo è davvero disgustoso.” Difficile dargli torto.
E per molti malesiani, l'intera faccenda non fa che mettere in luce quanto opaco — e selettivo — possa essere il processo di cittadinanza del Paese. Gli attivisti hanno fatto notare che questi calciatori hanno ottenuto il passaporto più velocemente di quanto la maggior parte delle persone riesca a rinnovare la patente. Nel frattempo, circa 120.000 persone senza cittadinanza, molte delle quali nate e cresciute in Malaysia, aspettano ancora il riconoscimento. Per loro, diventare malesiani resta una fantasia lontana.
IN EVIDENZA
L’economia di Singapore continua a crescere
Il commercio globale ha attraversato un anno brutale. I dazi imposti da Donald Trump hanno infranto il sistema basato sulle regole su cui molti Paesi contavano. Eppure gli esportatori si sono adattati rapidamente. La scorsa settimana Singapore, una delle economie più dipendenti dal commercio al mondo, ha riportato una crescita del 22% su base annua nelle esportazioni non petrolifere di ottobre, ben al di sopra delle stime. Le spedizioni, in particolare di prodotti elettronici, verso altri Paesi asiatici stanno più che compensando il calo delle vendite verso gli Stati Uniti.
Prima tassa sul carburante verde
Singapore ha annunciato che dal prossimo anno introdurrà la prima tassa al mondo sul carburante verde. I passeggeri in partenza dalla città-Stato pagheranno tra S$1.00 (0,77 USD) e S$41.60, a seconda della distanza del volo e della classe di viaggio. Le entrate saranno utilizzate per acquistare carburante sostenibile, che Singapore spera possa rappresentare il 3–5% di tutto il carburante utilizzato nei suoi aeroporti entro il 2030.
Alluvioni in Indonesia, Malaysia e Thailandia
Inondazioni e frane in Indonesia hanno causato oltre 300 vittime nell’ultimo mese, secondo le autorità locali. Più di 100 persone risultano disperse a Sumatra. Forti piogge hanno colpito Indonesia, Malaysia e Thailandia a causa di una tempesta tropicale nello Stretto di Malacca. Le autorità indonesiane hanno annunciato che ulteriori truppe si uniranno agli sforzi di soccorso domenica.

Tutta la nostra offerta per viaggiatori individuali e di gruppo, nonché per il mercato MICE, è basata su un programma di contributo climatico. Ciò significa che una parte delle emissioni di gas serra che verranno generate viene compensata da progetti in collaborazione con Climate Partner, uno dei principali fornitori di soluzioni per la protezione del clima per le aziende.
Le emissioni generate vengono compensate sostenendo un progetto di conservazione forestale certificato da terze parti in Indonesia. Questa iniziativa svolge un ruolo fondamentale nella protezione dell’habitat degli oranghi in pericolo critico di estinzione, preservando al contempo la biodiversità e mantenendo importanti pozzi di assorbimento del carbonio. Prevenendo la deforestazione e promuovendo un uso sostenibile del suolo, il progetto contribuisce a ridurre le emissioni di CO₂ e sostiene la resilienza a lungo termine degli ecosistemi indonesiani.

Da oltre trent'anni, Lotus Asia Tours fornisce servizi e assistenza ai viaggiatori di tutto il mondo, specializzandosi nella progettazione e realizzazione di eventi aziendali, attività, tour incentive e viaggi motivazionali, mirati ai mercati FIT, GIT e MICE, in Indonesia, Malesia, Singapore, e Indocina. Il gruppo gestisce anche cinque boutique hotel in Indonesia, a Lombok, Bali, Sulawesi, Papua e Maluku, oltre a uno yacht di lusso a vela con sette cabine.
Per saperne di più sul nostro marchio, visitate il nostro sito Web o contattateci direttamente; non vediamo l'ora di sapere come potremmo contribuire a rendere il vostro prossimo viaggio, tour o evento memorabile e di successo.
Corporate Office
D-5-4 Megan Avenue 1, 189 Jalan Tun Razak, 50400 Kuala Lumpur, Malaysia T: +60 (0)3 21617075 · F: +60 (0)3 21617084 · E: latgroup@lotusasiatours.com
I NOSTRI ALBERGHI E IL NOSTRO YACHT DI LUSSO
Cliccate qui per ulteriori dettagli sui nostri alberghi.
Cliccate qui per ulteriori dettagli sul nostro yacht di lusso.
-02.png)





















Commenti